domenica 7 febbraio 2010

napoli stai attento! le gerarchie non devono cambiare!

Di Diego Del Pozzo

La settimana scorsa, dopo il discutibile arbitraggio di Napoli-Genoa 0-0, mi ero chiesto se il Napoli ai vertici non desse fastidio a qualcuno. Ebbene, dopo quanto successo oggi pomeriggio a Udine, il mio sospetto si rafforza ancora di più.
Insomma, vorrei davvero non dover scrivere di cose che con lo sport hanno poco a che vedere - giochi di potere, affarismi vari e assortiti - né sembrare un paranoico che vede complotti a ogni angolo di strada, ma una partita come Udinese-Napoli si sarebbe dovuta chiudere 3-1 per gli azzurri e non, come purtroppo è avvenuto, per i friulani. Un allucinante arbitraggio di Damato - che da oggi, a Napoli e dintorni, sarà ribattezzato "Dodiato" - ha, infatti, irrimediabilmente falsato il match e compromesso l'ottima prestazione degli uomini di Mazzarri, costretti a disputare l'intero secondo tempo in inferiorità numerica a causa di una incredibile espulsione di Maggio per una inesistente simulazione costatagli il secondo cartellino giallo: l'esterno destro del Napoli aveva subìto un nettissimo fallo da rigore (del quale portava ancora i segni sul polpaccio, dopo la gara), che soltanto il pessimo arbitro di Barletta non aveva voluto vedere...
Con l'incredibile decisione Damato ha rovinato quella che, per l'intero primo tempo, era stata una bellissima partita, con tante occasioni da rete da ambo le parti, un ritmo veloce, continui capovolgimenti di fronte. Da quel momento e per l'intera ripresa, invece, Udinese-Napoli s'è trasformata in un match nervoso, falloso e che, comunque, il Napoli riusciva a condurre ottimamente, pur in dieci contro undici: addirittura, gli azzurri avrebbero meritato di conquistare i tre punti, che avrebbero potuto far propri se almeno uno dei tre legni colpiti si fosse trasformato in gol. Le due reti finali dell'Udinese, infatti, giungevano nei minuti di recupero, dopo un costante predominio territoriale partenopeo e un palo clamoroso colpito da Pazienza. Peccato anche per la scarsa sportività di Antonio Di Natale, che in occasione del 3-1 si è giovato della posizione passiva di Grava, che lo ha tenuto in gioco in quanto fermo nella metà campo difensiva, da tutt'altra parte rispetto allo svolgimento dell'azione, per soccorrere Floro Flores in preda ai crampi: ebbene, il napoletano Di Natale invece di fermarsi si è fiondato in contropiede per fulminare un esterrefatto De Sanctis e portare a casa la tripletta personale. Bene, bravo!
Tornando all'arbitro Damato, invece, c'è un episodio che, ancora più della sequenza di orrori precedenti, mi ha costretto a pensare davvero male: verso la fine, Quagliarella lanciato in velocità veniva buttato a terra, da dietro, dal già ammonito Lukovic, mentre accanto ai due si trovava a correre anche Inler; l'arbitro, naturalmente, evitava di espellere il difensore serbo già ammonito e mostrava il cartellino giallo allo stupefatto centrocampista svizzero.
Mi devo ripetere, ma mi sto convincendo sempre di più del fatto che il Napoli, in queste settimane, si sia avvicinato troppo al Sole e ora stia rischiando di bruciarsi le ali. Evidentemente, le novità nelle posizioni di vertice della Serie A non sono bene accette da coloro - vecchi o nuovi "padroni" - che comandano il gioco...

6 commenti:

  1. Vorrei tanto che accettassimo le nostre sconfitte con più dignità (a partire da Mazzarri che a Genova ha lasciato la fama di eterno piagnone: l'arbitro, gli infortuni, la pioggia, le cavallette..) per non alimentare ulteriormente il cliché del napoletano frignone. Altre volte meritavamo di perdere e abbiamo vinto (catania, sampdoria,..). Questa volta è girata diversamente. Gli stessi discorsi che sento qui li hanno fatti a turno più o meno tutti i presidenti delle squadre italiane (annullandosi reciprocamente, perchè ipotizzare un complotto contro tutti non ha senso logico). Pensiamo al futuro. Forza Napoli.

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  2. Non mi semra che Mazzarri abbia "pianto". Sia con il Genoa che con l'Udinese ha semplicemente detto ciò che hanno visto tutti: il Napoli meritava la vittoria. Tutto sommato, è stato un signore. Certo, è anche vero che vanno rimarcati anche gli errori degli attaccanti, oltre a quelli dell'arbitro. A proposito: secondo me il rigore per l'Udinese non c'era e l'attaccante andava ammonito per simulazione. Solo Del Piero quest'anno si è tuffato con più classe. Detto ciò è la seconda volta che Maggio dimostra la sua ingenuità: ricordate il gol del Palermo alla prima? Non c'è niente da fare, non è un difensore...)
    Comunque il Napoli farà bene nonostante arbitraggi poco... attenti.
    Pippo

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  3. Non è attraverso l'agitazione degli animi che passa la costruzione di un grande club. Per quella via si arriva solo a generare episodi vergognosi come quelli di Udine e ad alimentare l'opinione (cui al Nord sono fin troppo inclini) di una società diretta dall'ennesimo folkloristico Peron, seguito da folle di descamisados. Basta lamentele. Programmazione e lavoro serio sono l'unica ricetta per restare stabilmente nel giro delle grandi.

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  4. Anonimo, chi sei? Perché non ti firmi?

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  5. Marco Starnone. Ma non vedo cosa ciò possa cambiare a quanto detto. Il tuo sito l'ho scoperto per caso cercando informazioni sui curatori di "Rock around the screen." Ho visto il tuo commento sugli errori arbitrali, mi ha irritato (roba da Cassa del Mezzogiorno), ho risposto. Io spero in un Napoli diverso.

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  6. Marco, ti ho chiesto chi eri solo per parlare meglio, non per altro.
    Venendo all'argomento dei commenti, di solito neanche a me piace la dietrologia né urlare al complotto a tutti i costi, come sanno bene i lettori di "Calciopassioni". Ma, in queste ultime settimane, sto assistendo a cose stranissime.
    Comunque, sono parzialmente d'accordo con te se ti riferisci alle dichiarazioni di De Laurentiis (spesso fuori luogo e con toni sbagliati); non sono d'accordo se, invece, ti riferisci a Mazzarri, che finora ha sempre "ingoiato" con grande signorilità...
    Spero di risentirti ancora. Ciao.

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