Porqué vedi complotti ovunque?
Porqué metti in evidenza la pagliuzza negli occhi altrui e ignori la trave nei tuoi?
Porqué, una volta tanto, non stai zitto?
storie del presente e del passato, miti e nomi dimenticati, analisi e punzecchiature, libri e film
SPAGNA - Le merengue di Mourinho, infatti, hanno otto punti da recuperare ai blaugrana e, se non dovessero vincere sabato sera al Bernabeu, lascerebbero quasi matematicamente il titolo nelle mani della formazione di Guardiola. Trasferta decisamente meno insidiosa rispetto a quella del Barca attenderà invece il Valencia (terzo) che, sempre sabato, sarà di scena sul campo del fanalino di coda Almeria, mentre il Villarreal (quarto) lunedì sera aprirà le porte dello Stadio Madrigal al Saragozza. Per quanto riguarda la corsa alle posizioni che valgono l'Europa League, poi, Siviglia (quinto) e Athletic Bilbao (sesto) dovranno fare attenzione alla voglia di Getafe e Osasuna di allontanarsi dalla zona retrocessione. L'Atletico Madrid (settimo), invece, sarà impegnato nello scontro diretto sul campo dell'Espanyol (ottavo). Infine, le chance salvezza di Malaga ed Hercules passeranno inevitabilmente attraverso gli incontri che le vedranno opposte rispettivamente a Maiorca e Levante. A completare il programma della trentaduesima giornata del campionato spagnolo saranno, quindi, le gare di Deportivo La Coruna e Real Sociedad, che ospiteranno Racing Santander e Sporting Gijon.
Incredibile! Almeno fino al posticipo di stasera tra Fiorentina e Milan, il Napoli è in vetta alla classifica di Serie A (a sole sei giornate dalla fine) a pari punti con i rossoneri! Chi avrebbe mai potuto immaginarlo... Oggi pomeriggio, a Bologna, gli uomini di Mazzarri hanno portato a casa una vittoria (0-2: Mascara e Hamsik su rigore, in alto le foto) col piglio della squadra di rango. E sugli spalti del Dall'Ara c'erano ben 15mila supporters azzurri al seguito della squadra (nella foto qui sotto). Adesso può davvero succedere qualsiasi cosa. Staremo a vedere... 
stati di stima delle scorse settimane, il commissario tecnico della nazionale italiana, Cesare Prandelli, ha deciso di schierarsi ufficialmente a favore di una delle contendenti per la vittoria in Serie A: "Per lo scudetto - ha fatto sapere oggi pomeriggio - tifo Napoli". E ha proseguito: "In loro, rivedo la mia Fiorentina degli anni passati, per la capacità di coinvolgere i tifosi e per la qualità della programmazione. Anche noi a Firenze volevamo lottare per questi traguardi. Il Napoli sta dando una risposta straordinaria in termini di compattezza e merita i suoi successi".
o ingresso, per quanto non decisivo, corrisponde un gol. E allora ci si domanda dove finisce il caso e comincia l'intuizione. Il giocatore che Mazzarri non sostituisce mai è il dodicesimo: la riserva di fiato e cuore che viene dagli spalti, il pubblico del San Paolo. È a lui che pensa veramente quando sillaba la frase: "Napoli infinito". E lo stadio si allarga ancora di più, a contenere orgoglio e fantasie. C'è una sintonia inedita, tra l'allenatore e la folla. Napoli in passato ha vinto con tecnici composti (Bianchi e Bigon) e giocatori folli (Maradona, Bagni, per dirne due). Quest'anno è ancora in corsa con un ossesso in panchina e una squadra in cui il solo eccentrico è Lavezzi, gli altri vanno in chiesa, fanno i compiti e tutt'al più esagerano con il gel. Al boss gli originali danno la nausea. Alla Sampdoria quando comprarono Cassano li guardò come se avesse ricevuto in dono un'emicrania, poi gli mise la testa a posto per due anni, ricavandone il meglio. Preferisce giocatori essenziali. S'innamorò dell'uruguagio Gargano da avversario: da solo lottava contro cinque, sradicava la palla e via se la portava. Quando arrivò a Napoli proclamò: "Su di te fonderò la squadra". Gargano è alto 1,68, è instancabile e oltre a correre pensa, ma come base appariva pericolante. Invece il mezzo era il messaggio: una squadra di furetti con la rabbia. Ma solo sul campo. Appena Gargano ha osato esprimerla uscendo, sostituito, si è preso una ramanzina in diretta e da allora parte dalla panchina.
é dell'Inter. Forse nemmeno della Roma. Ma è il vero avversario di tutti. Ha tre giocatori che sanno fare davvero la differenza. I media, giustamente, parlano molto di Eto'o e di Ibrahimovic, ma Cavani ha segnato 6 reti più di uno e 11 più dell'altro. 12 più di Pato, 15 più di Robinho, 23 più di Pandev. Sono numeri che danno un'idea di cosa significhi avere questo giocatore. Accanto a Cavani funziona come chiave d'accesso Lavezzi, l'ultimo degli attaccanti agili, un piccolo Messi senza il senso del gol del titolare, ma un po' di tutto il resto sì. E dietro entrambi, il centrocampista che meglio sa inserirsi, Hamsik, uno abituato dalla sua nazionalità a essere solo quel che serve.
Quarta di copertina
Il rapporto tra Bruce Springsteen e il cinema è affascinante e complesso. E non può essere ridotto alla presenza del rocker del New Jersey nei film, in veste di attore o autore di brani da colonna sonora, come accade per Elvis, Beatles, Rolling Stones, Dylan o Bowie. Il caso di Springsteen è diverso, persino unico, per la profonda influenza che il patrimonio culturale del cinema americano ha esercitato sulla sua scrittura estremamente “visiva”; ma anche per come egli stesso ha ispirato tanti film e cineasti con “pezzi di immaginario” derivanti dalla sua produzione. Si è di fronte, dunque, a un rapporto fortemente empatico e assolutamente paritario, fatto di un “prendere” dal cinema ma anche di un generoso “dare” all’immaginario popolare americano. Il libro curato da Del Pozzo ed Esposito ne ripercorre le tappe e, con ulteriori approfondimenti (Tricomi e Maiello) e un’ampia analisi iconologica (Morra), ne restituisce la ricchezza e l’assoluta originalità.
I curatori
Diego Del Pozzo, giornalista e critico, è autore del libro Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani (Torino, 2002) e dei testi del volume fotografico di Gianni Fiorito Scenari. Dieci anni di cinema in Campania (Napoli, 2006). Ha curato con Vincenzo Esposito Rock Around the Screen (Napoli, 2009). Ha pubblicato numerosi saggi in volumi collettivi, enciclopedie, cataloghi di festival, riviste specializzate. Collabora col quotidiano Il Mattino e fa parte del comitato editoriale della rivista Quaderni di Cinemasud. Insegna Comunicazione pubblicitaria presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli (indirizzo Fotografia, Cinema, Televisione).
Vincenzo Esposito, storico del cinema, è autore di una monografia su Alf Sjöberg (Roma, 1998) e di un libro sul cinema svedese, La luce e il silenzio (Napoli, 2001). Ha curato con Diego Del Pozzo il volume Rock Around the Screen (Napoli, 2009). Ha pubblicato molti saggi in volumi collettivi e riviste specializzate. Dirige l’Italian Film Festival di Stoccolma. Insegna Teoria e Analisi del Cinema all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
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