mercoledì 27 luglio 2011
napoli: è asciut' pazz' 'o padrone...
Ps: Quella che si può ammirare qui sopra nel video è la sobria reazione del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis dopo che dal sorteggio della serie A 2011-2012 sono emersi avversari a suo dire complicati nei turni che precedono e seguono le partite di Champions League degli azzurri. Così, dopo aver gridato "cretino" in Mondovisione a Lionel Messi, adesso De Laurentiis urla "merde" ai vertici del calcio italiano. Certo che, se continua così, farà avere al Napoli nemici ovunque...
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napoli
lunedì 25 luglio 2011
uruguay: si rinnova il "miracolo" nel paese del "dio calcio"
Il paese del calcio: in Uruguay si respira futbol dalla mattina alla sera. Basta andare a Montevideo, e sarà inevitabile notare che da una spiaggia all'altra è un'interminabile serie di partite, roba da far invidia a Copacabana e Ipanema. Che poi i brasiliani si considerino superiori è un altro discorso, teorico per chi è innamorato dei colori della Celeste, che non si sente affatto inferiore alla Selecao e all'Argentina.
Se il Brasile è l'unica nazionale ad aver vinto cinque titoli mondiali, l'Uruguay esibisce orgoglioso la sua maglia con quattro stelle nello stemma, come l'Italia. Nell'albo d'oro della Coppa Rimet, diventata poi Fifa World Cup, i celesti sono presenti solo nel 1930, finale vinta in casa a spese dei "cugini" argentini, e nel 1950, con la "tragedia" del match perso al Maracanà dal Bras
ile che a Rio provocò un'ondata di suicidi e la perenne messa al bando del portiere Barbosa. Ma in realtà gli uruguayani sostengono che hanno valore di titolo mondiale anche le due Olimpiadi vinte nel 1924 e nel 1928 quando la Coppa del Mondo ancora non esisteva e ai Giochi si presentava il meglio, o quasi, del pianeta calcistico. E' una teoria che non tutti condividono, ma è un fatto che la Fifa non abbia mai imposto all'Uruguay di togliere dalle sue maglie due delle quattro stelle.
Dopo aver ricordato che l'Uruguay va forte anche a livello di nazionali giovanili, visto che l'Under 17 si è appena piazzata seconda nel Mondiale di categoria, battuta in finale 2-0 dal Messico padrone di casa, ci sono anche i numeri a far capire la grandezza del fenomeno uruguayano e quale sia il paese dove il dio pallone regna come sovrano assoluto, e di cui i vari Andrade, Schiaffino, Ghiggia, Varela, Pedro Rocha, Mazurkiewicz, Forlan e Suarez sono stati e sono ancora i "grandi sacerdoti". In Uruguay la federcalcio locale (Auf) ha oltre 110mila tesserati. Se si considera che il numero degli abitanti di tutta la nazione è 3.431.000, vuol dire che circa il 3% dell'intera popolazione è tesserata per un club calcistico. E questo spiega molto. Nella Primera Division locale ci sono 16 squadre, che impiegano in tutto 453 calciatori professionisti per un valore complessivo di mercato stimato dagli esperti in 107 milioni di euro, ovvero l'importo dei soli ingaggi della rosa del Real Madrid. Negli ultimi dieci anni l'Uruguay, pur così piccolo, ha esportato calciatori in tutto il mondo, dall'Argentina all'Italia, dall'Iraq alla Romania. Dal 2001 a oggi se ne sono andati all'estero in 1.414, 111 (più 14 allenatori) nel solo 2010. E' il numero più basso della decade e forse sembrano pochi rispetto ai 1.674 "esportati", sempre nel 2010, dal Brasile. Ma va tenuto conto che la popolazione del paese che ospiterà i prossimi Mondiali è di 60 volte superiore a quella uruguayana, quindi "ai punti" vince comunque la Celeste.
Quello dell'Uruguay è ancora un calcio alla "pane e frittata", in cui, come raccontò l'ex laziale e interista Ruben Sosa, ci sono calciatori della massima serie che vanno ad allenarsi con i mezzi pubblici. Ora, come ha scritto O Globo, ''abituato a emozionarsi per le glorie del passato, può farlo con il presente''. A spese del Paraguay travolto in finale, ma anche del Brasile e dell'Argentina, loro sì grandi decadute.
Se il Brasile è l'unica nazionale ad aver vinto cinque titoli mondiali, l'Uruguay esibisce orgoglioso la sua maglia con quattro stelle nello stemma, come l'Italia. Nell'albo d'oro della Coppa Rimet, diventata poi Fifa World Cup, i celesti sono presenti solo nel 1930, finale vinta in casa a spese dei "cugini" argentini, e nel 1950, con la "tragedia" del match perso al Maracanà dal Bras
ile che a Rio provocò un'ondata di suicidi e la perenne messa al bando del portiere Barbosa. Ma in realtà gli uruguayani sostengono che hanno valore di titolo mondiale anche le due Olimpiadi vinte nel 1924 e nel 1928 quando la Coppa del Mondo ancora non esisteva e ai Giochi si presentava il meglio, o quasi, del pianeta calcistico. E' una teoria che non tutti condividono, ma è un fatto che la Fifa non abbia mai imposto all'Uruguay di togliere dalle sue maglie due delle quattro stelle.Dopo aver ricordato che l'Uruguay va forte anche a livello di nazionali giovanili, visto che l'Under 17 si è appena piazzata seconda nel Mondiale di categoria, battuta in finale 2-0 dal Messico padrone di casa, ci sono anche i numeri a far capire la grandezza del fenomeno uruguayano e quale sia il paese dove il dio pallone regna come sovrano assoluto, e di cui i vari Andrade, Schiaffino, Ghiggia, Varela, Pedro Rocha, Mazurkiewicz, Forlan e Suarez sono stati e sono ancora i "grandi sacerdoti". In Uruguay la federcalcio locale (Auf) ha oltre 110mila tesserati. Se si considera che il numero degli abitanti di tutta la nazione è 3.431.000, vuol dire che circa il 3% dell'intera popolazione è tesserata per un club calcistico. E questo spiega molto. Nella Primera Division locale ci sono 16 squadre, che impiegano in tutto 453 calciatori professionisti per un valore complessivo di mercato stimato dagli esperti in 107 milioni di euro, ovvero l'importo dei soli ingaggi della rosa del Real Madrid. Negli ultimi dieci anni l'Uruguay, pur così piccolo, ha esportato calciatori in tutto il mondo, dall'Argentina all'Italia, dall'Iraq alla Romania. Dal 2001 a oggi se ne sono andati all'estero in 1.414, 111 (più 14 allenatori) nel solo 2010. E' il numero più basso della decade e forse sembrano pochi rispetto ai 1.674 "esportati", sempre nel 2010, dal Brasile. Ma va tenuto conto che la popolazione del paese che ospiterà i prossimi Mondiali è di 60 volte superiore a quella uruguayana, quindi "ai punti" vince comunque la Celeste.
Quello dell'Uruguay è ancora un calcio alla "pane e frittata", in cui, come raccontò l'ex laziale e interista Ruben Sosa, ci sono calciatori della massima serie che vanno ad allenarsi con i mezzi pubblici. Ora, come ha scritto O Globo, ''abituato a emozionarsi per le glorie del passato, può farlo con il presente''. A spese del Paraguay travolto in finale, ma anche del Brasile e dell'Argentina, loro sì grandi decadute.
Fonte: Ansa.
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latinoamericana
copa america: è l'uruguay la regina del subcontinente
Di Adriano Seu
(Gazzetta.it - 24 luglio 2011)
(Gazzetta.it - 24 luglio 2011)
Nessuna sorpresa nell'atto finale della Coppa America "mas loca" della storia, che incorona l'Uruguay per la quindicesima volta (primato assoluto). Una volta tanto, rispettati i pronostici della vigilia, con la Celeste che si è meritatamente imposta sul Paraguay per 3-0. Decisivi i due bomber di Tabarez, Suarez e Forlan, che chiudono i giochi già nel primo tempo con un gol a testa. Nella ripresa arriva il secondo gol del centravant
i dell'Atletico Madrid per la festa celeste.
L'Uruguay parte con il piede sull'acceleratore, puntando deciso alla porta difesa da Villar, mentre l'Albirroja aspetta chiusa nella propria metà campo attuando il più classico dei contropiedi. A testimoniare la grande pressione iniziale della celeste i tre calci d'angolo nei primi cinque minuti, con il brivido di un rigore reclamato da Lugano, sul cui colpo di testa ravvicinato interviene Ortigoza con un tocco di mano. Ma la superiorità della squadra di Tabarez è così netta che il gol non tarda ad arrivare, ancora una volta grazie al goleador della Celeste, Luis Suarez, che dopo essersi ritrovato la palla tra i piedi in seguito a un rimpallo fortunoso, dribbla in area il diretto marcatore e trafigge Villar con un rasoterra deviato sul palo lontano (11'). L'immediata rezione paraguaiana è affidata ad Haedo Valdez, pronto a raccogliere un lungo lancio in profondità, ma il tocco al volo in acrobazia termina di poco alto (16'). Dopo aver fatto breccia nelle strette maglie della difesa albirroja, la Celeste diminuisce la pressione e la squadra di Martino riesce ad affacciarsi nella metà campo avversaria, ma quando l'Uruguay decide di affondare sono dolori e la difesa paraguaiana fa fatica a tenere a bada la coppia Suarez -Forlan. Prima di andare al riposo è proprio il centravanti dell'Atletico Madrid a far nuovamente esplodere di gioia i circa 20mila tifosi uruguaiani presenti sugli spalti del Monumental con una botta secca di sinistro appena dentro l'area che lascia Villar immobile (41'). La Celeste crea altre tre buone occasioni da rete, prima con Suarez (35') e subito dopo con Forlan (37') e Maxi Pereira (39') ma le conclusioni sono imprecise.
Al rientro in campo si presenta un Uruguay meno arrembante, e il Paraguay prova timidamente a imbastire qualche azione offensiva, esponendosi inevitabilmente alle ripartenze avversarie. Il primo pericolo è per la porta difesa da Villar, ma Suarez sbaglia l'ultimo assist per Forlan piazzato a centro area (50'). Poco dopo il Paraguay riesce quasi a ridurre le distanze con un tiro di Haedo Valdez dal limite dell'area che scavalca Muslera e si stampa sulla traversa (53'). Albirroja nuovamente pericolosa pochi minuti dopo, con un
tiro di Riveros bloccato a terra da Muslera (62'). Prima di giungere a metà ripresa il "Maestro" Tabarez dà spazio anche a Cavani, che dimostra subito di essere perfettamente recuperato dall'infortunio al ginocchio. La squadra di Martino non si arrende e prova a premere in cerca del gol che potrebbe riaprire i giochi, ma non riesce ad andare oltre una sterile supremazia territoriale, con Muslera che non corre eccessivi pericoli. Chi non può concedersi distrazioni è invece il portiere paraguaiano, chiamato a un nuovo intervento miracoloso su tocco ravvicinato di Eguren servito da Cavani (73'). A meno di un quarto d'ora dal termine Martino si gioca la carta Barrios, ma contro questo Uruguay non c'è nulla da fare, e a festeggiare (meritatamente) sono gli uomini del "Maestro" Tabarez, che chiudono in bellezza con il secondo sigillo personale di Forlan, che chiude l'incontro sul 3-0 e regala all'Uruguay un trofeo che mancava dal 1995. Questa Coppa America ha ribadito il responso degli ultimi Mondiali: la regina del Sud America è la Celeste.
L'appuntamento adesso è per il 2015 in Brasile, dove dovrebbe svolgersi la 44° edizione del torneo, ma c'è la possibilità che la federazione brasiliana ceda il passo a quella cilena visto che nel Paese del jogo bonito si disputeranno i Mondiali un anno prima e le Olimpiadi nel 2016. La prossima edizione, inoltre, potrebbe cambiare formula, con la partecipazione di 16 squadre al posto delle 10 attuali, e in questo caso si aggiungerebbero 6 nazionali appartenenti alla Concacaf secondo un meccanismo di qualificazione ancora da stabilire.
URUGUAY-PARAGUAY 3-0
(Primo tempo 2-0)
MARCATORI: Suarez (U) al 11' pt, Forlan (U) al 41' pt e al 43' st.
URUGUAY (4-4-2): Muslera; M. Pereira, Lugano, Coates, Cáceres; González, Pérez (dal 24' st Eguren), Arévalo Rios, Á. Pereira (dal 18' st. Cavani); Forlán, Suárez. All. Tabarez
PARAGUAY (4-4-2): Villar; Verón, Da Silva, Marecos, Piris (dal 19' st Perez); Ortigoza, Riveros, Caceres, Vera (dal 19' st Estigarribia); Valdez, Zeballos (dal 32' st. Barrios). All. Martino
ARBITRO: Salvio Spinola Fagundes Filho (Brasile)
NOTE: Spettatori 70 mila (circa). Ammoniti M. Caceres (U), Perez (U), A. Pereira (U), Coates (U), V. Caceres (P), Vera (P). Espulsi. Tiri in porta 7-2. Tiri fuori 4-2. Calci d'angolo 9-1. Fuorigioco 0-2. Recuperi 2' pt, 2' st.
i dell'Atletico Madrid per la festa celeste.L'Uruguay parte con il piede sull'acceleratore, puntando deciso alla porta difesa da Villar, mentre l'Albirroja aspetta chiusa nella propria metà campo attuando il più classico dei contropiedi. A testimoniare la grande pressione iniziale della celeste i tre calci d'angolo nei primi cinque minuti, con il brivido di un rigore reclamato da Lugano, sul cui colpo di testa ravvicinato interviene Ortigoza con un tocco di mano. Ma la superiorità della squadra di Tabarez è così netta che il gol non tarda ad arrivare, ancora una volta grazie al goleador della Celeste, Luis Suarez, che dopo essersi ritrovato la palla tra i piedi in seguito a un rimpallo fortunoso, dribbla in area il diretto marcatore e trafigge Villar con un rasoterra deviato sul palo lontano (11'). L'immediata rezione paraguaiana è affidata ad Haedo Valdez, pronto a raccogliere un lungo lancio in profondità, ma il tocco al volo in acrobazia termina di poco alto (16'). Dopo aver fatto breccia nelle strette maglie della difesa albirroja, la Celeste diminuisce la pressione e la squadra di Martino riesce ad affacciarsi nella metà campo avversaria, ma quando l'Uruguay decide di affondare sono dolori e la difesa paraguaiana fa fatica a tenere a bada la coppia Suarez -Forlan. Prima di andare al riposo è proprio il centravanti dell'Atletico Madrid a far nuovamente esplodere di gioia i circa 20mila tifosi uruguaiani presenti sugli spalti del Monumental con una botta secca di sinistro appena dentro l'area che lascia Villar immobile (41'). La Celeste crea altre tre buone occasioni da rete, prima con Suarez (35') e subito dopo con Forlan (37') e Maxi Pereira (39') ma le conclusioni sono imprecise.
Al rientro in campo si presenta un Uruguay meno arrembante, e il Paraguay prova timidamente a imbastire qualche azione offensiva, esponendosi inevitabilmente alle ripartenze avversarie. Il primo pericolo è per la porta difesa da Villar, ma Suarez sbaglia l'ultimo assist per Forlan piazzato a centro area (50'). Poco dopo il Paraguay riesce quasi a ridurre le distanze con un tiro di Haedo Valdez dal limite dell'area che scavalca Muslera e si stampa sulla traversa (53'). Albirroja nuovamente pericolosa pochi minuti dopo, con un
tiro di Riveros bloccato a terra da Muslera (62'). Prima di giungere a metà ripresa il "Maestro" Tabarez dà spazio anche a Cavani, che dimostra subito di essere perfettamente recuperato dall'infortunio al ginocchio. La squadra di Martino non si arrende e prova a premere in cerca del gol che potrebbe riaprire i giochi, ma non riesce ad andare oltre una sterile supremazia territoriale, con Muslera che non corre eccessivi pericoli. Chi non può concedersi distrazioni è invece il portiere paraguaiano, chiamato a un nuovo intervento miracoloso su tocco ravvicinato di Eguren servito da Cavani (73'). A meno di un quarto d'ora dal termine Martino si gioca la carta Barrios, ma contro questo Uruguay non c'è nulla da fare, e a festeggiare (meritatamente) sono gli uomini del "Maestro" Tabarez, che chiudono in bellezza con il secondo sigillo personale di Forlan, che chiude l'incontro sul 3-0 e regala all'Uruguay un trofeo che mancava dal 1995. Questa Coppa America ha ribadito il responso degli ultimi Mondiali: la regina del Sud America è la Celeste.L'appuntamento adesso è per il 2015 in Brasile, dove dovrebbe svolgersi la 44° edizione del torneo, ma c'è la possibilità che la federazione brasiliana ceda il passo a quella cilena visto che nel Paese del jogo bonito si disputeranno i Mondiali un anno prima e le Olimpiadi nel 2016. La prossima edizione, inoltre, potrebbe cambiare formula, con la partecipazione di 16 squadre al posto delle 10 attuali, e in questo caso si aggiungerebbero 6 nazionali appartenenti alla Concacaf secondo un meccanismo di qualificazione ancora da stabilire.
URUGUAY-PARAGUAY 3-0
(Primo tempo 2-0)
MARCATORI: Suarez (U) al 11' pt, Forlan (U) al 41' pt e al 43' st.
URUGUAY (4-4-2): Muslera; M. Pereira, Lugano, Coates, Cáceres; González, Pérez (dal 24' st Eguren), Arévalo Rios, Á. Pereira (dal 18' st. Cavani); Forlán, Suárez. All. Tabarez
PARAGUAY (4-4-2): Villar; Verón, Da Silva, Marecos, Piris (dal 19' st Perez); Ortigoza, Riveros, Caceres, Vera (dal 19' st Estigarribia); Valdez, Zeballos (dal 32' st. Barrios). All. Martino
ARBITRO: Salvio Spinola Fagundes Filho (Brasile)
NOTE: Spettatori 70 mila (circa). Ammoniti M. Caceres (U), Perez (U), A. Pereira (U), Coates (U), V. Caceres (P), Vera (P). Espulsi. Tiri in porta 7-2. Tiri fuori 4-2. Calci d'angolo 9-1. Fuorigioco 0-2. Recuperi 2' pt, 2' st.
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latinoamericana
sabato 23 luglio 2011
buon compleanno a gargano, che il napoli non deve vendere
Di Furio Zara
(Corrieredellosport.it - 23 luglio 2011)
(Corrieredellosport.it - 23 luglio 2011)
Detto El Mota. Uruguaiano, un moto perpetuo in mezzo al campo dove con i suoi strappi, i suoi recuperi, i tackle sempre opportuni si è guadagnato la stima dei tifosi partenopei. E' a Napoli dalla stagione 2007-08, segna poco (gli unici due gol risalgono al primo anno), ma uno come El Mota è sempre meglio averlo dalla tua parte. E' sposato con Mikaela Hamsik, la sorella di Marek Hamsik. 132 presenze con il Napoli fino ad oggi. Arrivava dal Danubio, fucina di talenti.
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napoli
mercoledì 20 luglio 2011
lunedì 18 luglio 2011
il mancato incontro tra il napoli del passato e del presente
Strano e un po' malinconico incontro mancato, sabato sera a Ischia. Il luogo è l'Albergo della Regina Isabella di Lacco Ameno, dove a pochi metri di distanza si sfiorano, senza mai incontrarsi, il Napoli del passato e quello del presente.
Mentre nella baia dell'hotel, infatti, è in corso di svolgimento il galà conclusivo dell'Ischia Global Film & Music Fest, che vede l'attuale presidente degli azzurri, Aurelio De Laurentiis, tra i massimi animatori, nell'adiacente ristorante del medesimo albergo cena Gianfranco Zola con qualche amico e con lo storico procuratore Marrucco. L'ex fantasista che nel Napoli scudettato fu riserva e poi erede di Maradona è in vacanza in barca nel mai dimenticato golfo di Napoli e approfitta semplicemente per salutare qualche vecchio amico. Ma, riservato com'è sempre stato, si guarda bene dal farsi coinvolgere dalle rumorose mondanità in atto a pochi metri da lui. A differenza dell'attuale presidente del Napoli, il quale da uomo di spettacolo in quell'ambiente è a proprio agio... Finita la cena, invece, Zola - con moglie e figlio minore al seguito - torna semplicemente a casa assieme agli amici veri. (d.d.p.)
Mentre nella baia dell'hotel, infatti, è in corso di svolgimento il galà conclusivo dell'Ischia Global Film & Music Fest, che vede l'attuale presidente degli azzurri, Aurelio De Laurentiis, tra i massimi animatori, nell'adiacente ristorante del medesimo albergo cena Gianfranco Zola con qualche amico e con lo storico procuratore Marrucco. L'ex fantasista che nel Napoli scudettato fu riserva e poi erede di Maradona è in vacanza in barca nel mai dimenticato golfo di Napoli e approfitta semplicemente per salutare qualche vecchio amico. Ma, riservato com'è sempre stato, si guarda bene dal farsi coinvolgere dalle rumorose mondanità in atto a pochi metri da lui. A differenza dell'attuale presidente del Napoli, il quale da uomo di spettacolo in quell'ambiente è a proprio agio... Finita la cena, invece, Zola - con moglie e figlio minore al seguito - torna semplicemente a casa assieme agli amici veri. (d.d.p.)
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punture
sabato 16 luglio 2011
inghilterra: ecco il calendario della premier league 2011-2012
Di Diego Del Pozzo
La Premier League 2011-2012 inizierà già il 12 agosto, con la prima di trentotto giornate che si disputeranno fino al 13 maggio 2012. Ai nastri di partenza ci saranno anche le neopromosse Queens Park Rangers (il team londinese che manca dalla Premier dal 2004), Norwich City e i gallesi dello Swansea, che hanno conos
ciuto il calcio d'elite per l'ultima volta addirittura nel 1982 e vi ritornano dopo aver vinto la finale play-off della Championship contro il Reading.
Il calendario propone alla prima giornata l'interessante scontro tra Newcastle e Arsenal (4-4 l'anno scorso), con i Gunners chiamati a fugare subito le forti perplessità che li circondano. Gli uomini di Arsène Wenger, però, rischiano seriamente di restare senza punti dopo tre giornate, dato che la partenza contro il già citato Newcastle, il Liverpool e il Manchester United non è certo tra le più facili. Poi, però, il calendario dei londinesi dovrebbe essere in discesa, con gli incontri contro Swansea, Blackburn e Bolton.
Inizio piuttosto impegnativo anche per il Manchester United, che dopo l'abbordabile trasferta inaugurale contro il West Bromwich Albion dovrà giocare in casa contro Tottenham (seconda giornata), Arsenal (terza) e Chelsea (quinta), mentre il derby contro il Manchester City di Roberto Mancini arriverà alla nona giornata, sempre all'Old Trafford. Avvio in discesa, invece, per il Liverpool, con un calendario che proporrà ai Reds i match casalinghi con Sunderland, Bolton e Wolverhampton, anche se meritano la giusta attenzione le trasferte contro Arsenal (seconda giornata), Tottenham (quinta) nonché il derby con l'Everton (settima).
Chi sembra avere un buon calendario, almeno sulla carta, è il Chelsea, che dovrà attendere la quinta giornata per il primo incontro al vertice: quello già citato contro i campioni in carica allenati da Sir Alex Ferguson. Il derby londinese contro l'Arsenal, poi, arriverà per i Blues soltanto alla decima giornata, mentre gli uomini di Villas Boas giocheranno contro il Manchester City addirittura alla quindicesima.
Il calendario propone alla prima giornata l'interessante scontro tra Newcastle e Arsenal (4-4 l'anno scorso), con i Gunners chiamati a fugare subito le forti perplessità che li circondano. Gli uomini di Arsène Wenger, però, rischiano seriamente di restare senza punti dopo tre giornate, dato che la partenza contro il già citato Newcastle, il Liverpool e il Manchester United non è certo tra le più facili. Poi, però, il calendario dei londinesi dovrebbe essere in discesa, con gli incontri contro Swansea, Blackburn e Bolton.
Inizio piuttosto impegnativo anche per il Manchester United, che dopo l'abbordabile trasferta inaugurale contro il West Bromwich Albion dovrà giocare in casa contro Tottenham (seconda giornata), Arsenal (terza) e Chelsea (quinta), mentre il derby contro il Manchester City di Roberto Mancini arriverà alla nona giornata, sempre all'Old Trafford. Avvio in discesa, invece, per il Liverpool, con un calendario che proporrà ai Reds i match casalinghi con Sunderland, Bolton e Wolverhampton, anche se meritano la giusta attenzione le trasferte contro Arsenal (seconda giornata), Tottenham (quinta) nonché il derby con l'Everton (settima).
Chi sembra avere un buon calendario, almeno sulla carta, è il Chelsea, che dovrà attendere la quinta giornata per il primo incontro al vertice: quello già citato contro i campioni in carica allenati da Sir Alex Ferguson. Il derby londinese contro l'Arsenal, poi, arriverà per i Blues soltanto alla decima giornata, mentre gli uomini di Villas Boas giocheranno contro il Manchester City addirittura alla quindicesima.
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made in england
giovedì 14 luglio 2011
germania: ecco il calendario della bundesliga 2011-2012
Di Diego Del Pozzo
Mentre le altre potenze calcistiche europee saranno ancora alle prese col calciomercato, la Bundesliga tedesca ripartirà già da venerdì 5 agosto, col match inaugurale dei campioni in carica del Borussia Dortmund. L'i
nizio così anticipato servirà, come da tradizione, per permettere la lunga sosta invernale. Anche quest'anno, ai nastri di partenza ci saranno diciotto squadre, che si affronteranno lungo trentaquattro giornate fino al 5 maggio 2012. Dopo un solo anno di assenza torna nella massima serie tedesca l'Hertha Berlino allenata da Markus Babbel, mentre la vera grande novità è rappresentata dall'Augusta, alla prima partecipazione assoluta in Bundesliga.
Il calendario proporrà una prima giornata davvero scoppiettante. L'esordio, come detto, sarà affidato ai campioni in carica gialloneri allenati da Jurgen Klopp, attesi da un match particolarmente insidioso contro l'Amburgo. Due trasferte insidiose, poi, attendono il Borussia Dortmund anche a ottobre, contro Werder Brema (nona giornata) e Stoccarda (undicesima), anche se i veri match clou per i campioni arriveranno in seguito: alla tredicesima contro il Bayern Monaco e subito dopo nell'incandescente derby della Ruhr contro lo Schalke 04.
Inizio di Bundesliga non proprio abbordabile anche per il Bayern Monaco che, se si tralascia il debutto casalingo soft col Borussia Moenchengladbach, avrà subito di fronte match impegnativi contro Wolfsburg e Amburgo. Tra sesta e ottava giornata, poi, i bavaresi sono attesi da un trittico di fuoco, opposti a Schalke 04, Bayer Leverkusen e Hoffenheim. Chi cercherà di ambire a posizioni di vertice partendo da non favorito, invece, è il Werder Brema, che potrà contare su un inizio abbordabile contro il Kaiserslautern, anche se alla seconda giornata dovrà affrontare una trasferta infuocata a Leverkusen, contro quell'autentica mina vagante che è il Bayer. Gli incontri attesi con maggiore trepidazione a Brema, però, si giocheranno alla nona giornata contro il Dortmund e alla quindicesima contro il Bayern.
Infine, il già citato Bayer Leverkusen avrà un avvio abbastanza complicato, con l'esordio in trasferta a Mainz, la sfida al Werder alla seconda giornata, un impegno proibitivo a Stoccarda alla terza e lo scontro con i campioni in carica del Borussia Dortmund alla quarta. In attesa di incontrare, alla settima giornata, il Bayern Monaco all'Allianz Arena.
Il calendario proporrà una prima giornata davvero scoppiettante. L'esordio, come detto, sarà affidato ai campioni in carica gialloneri allenati da Jurgen Klopp, attesi da un match particolarmente insidioso contro l'Amburgo. Due trasferte insidiose, poi, attendono il Borussia Dortmund anche a ottobre, contro Werder Brema (nona giornata) e Stoccarda (undicesima), anche se i veri match clou per i campioni arriveranno in seguito: alla tredicesima contro il Bayern Monaco e subito dopo nell'incandescente derby della Ruhr contro lo Schalke 04.
Inizio di Bundesliga non proprio abbordabile anche per il Bayern Monaco che, se si tralascia il debutto casalingo soft col Borussia Moenchengladbach, avrà subito di fronte match impegnativi contro Wolfsburg e Amburgo. Tra sesta e ottava giornata, poi, i bavaresi sono attesi da un trittico di fuoco, opposti a Schalke 04, Bayer Leverkusen e Hoffenheim. Chi cercherà di ambire a posizioni di vertice partendo da non favorito, invece, è il Werder Brema, che potrà contare su un inizio abbordabile contro il Kaiserslautern, anche se alla seconda giornata dovrà affrontare una trasferta infuocata a Leverkusen, contro quell'autentica mina vagante che è il Bayer. Gli incontri attesi con maggiore trepidazione a Brema, però, si giocheranno alla nona giornata contro il Dortmund e alla quindicesima contro il Bayern.
Infine, il già citato Bayer Leverkusen avrà un avvio abbastanza complicato, con l'esordio in trasferta a Mainz, la sfida al Werder alla seconda giornata, un impegno proibitivo a Stoccarda alla terza e lo scontro con i campioni in carica del Borussia Dortmund alla quarta. In attesa di incontrare, alla settima giornata, il Bayern Monaco all'Allianz Arena.
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europa
martedì 12 luglio 2011
argentina: ecco i calendari dei tornei di apertura e clausura
Per la prima volta nella storia, il torneo che prenderà il via il prossimo 7 agosto non vedrà in Primera Division una delle grandi d'Argentina: il River Plate. Fra le venti squadre che daranno vita alle 19 giornate dell'Apertura, con conclusione prevista per il 18 dicembre, ci saranno infatti le neopromosse Atletico de Rafaela (alla seconda apparizione in Primera Division), Union Santa Fè (veterana del torneo), San Martin San Juan e Belgrano, mentre scendono di categoria il Quilmes, l'Huracan, il Gimnasia La Plata e appunto los millionarios.
Già alla prima giornata dell'Apertura si trovano scontri interessanti come Godoy Cruz - Velez Sarsfield, vale a dire la terza contro la prima dell'ultimo Clausura, con i padroni di casa tra le rivelazioni dell'ultima stagione condita anche da una buona partecipazione alla Coppa Libertadores. Altro match subito interessante è quello che mette di fronte l'Olimpo di Bahia Blanca, reduce da un ottimo semestre, a un Boca Juniors privo dell'idolo dei tifosi Martin Palermo (ritiratosi) ma in netta ripresa dopo un avvio stentato.
Ultima giornata del torneo Apertura con possibili incontri decisivi: il Velez riceve, infatti, il Racing Avellaneda di Simeone, possibile candidata al titolo se corregge la tradizionale discontinuità, mentre un'altra gara interessante potrebbe essere Argentinos Juniors - Olimpo. Avvio impegnativo per i campioni del Velez, con tre trasferte su campi difficili come Godoy Cruz (alla prima), Arsenal (terza) e Olimpo (quinta) nelle prime giornate. Gli incontri con le altre big sono previsti nella parte finale del torneo, con Velez - San Lorenzo all'ottava e il Boca alla quattordicesima. Proprio il Boca Juniors ha un calendario agevolato dal fatto di affrontare tutte le neopromosse alla Bombonera. In mancanza del superclasico, poi, spiccano le gare con le altre grandi d'Argentina: alla quarta contro il San Lorenzo, la settimana dopo in casa dell'Independiente e all'ultima contro l'All Boys.
Il calendario del Clausura, invece, prevede le giornate disposte nello stesso ordine con gare invertite, ma le date saranno rese note soltanto a inizio 2012.
Già alla prima giornata dell'Apertura si trovano scontri interessanti come Godoy Cruz - Velez Sarsfield, vale a dire la terza contro la prima dell'ultimo Clausura, con i padroni di casa tra le rivelazioni dell'ultima stagione condita anche da una buona partecipazione alla Coppa Libertadores. Altro match subito interessante è quello che mette di fronte l'Olimpo di Bahia Blanca, reduce da un ottimo semestre, a un Boca Juniors privo dell'idolo dei tifosi Martin Palermo (ritiratosi) ma in netta ripresa dopo un avvio stentato.
Ultima giornata del torneo Apertura con possibili incontri decisivi: il Velez riceve, infatti, il Racing Avellaneda di Simeone, possibile candidata al titolo se corregge la tradizionale discontinuità, mentre un'altra gara interessante potrebbe essere Argentinos Juniors - Olimpo. Avvio impegnativo per i campioni del Velez, con tre trasferte su campi difficili come Godoy Cruz (alla prima), Arsenal (terza) e Olimpo (quinta) nelle prime giornate. Gli incontri con le altre big sono previsti nella parte finale del torneo, con Velez - San Lorenzo all'ottava e il Boca alla quattordicesima. Proprio il Boca Juniors ha un calendario agevolato dal fatto di affrontare tutte le neopromosse alla Bombonera. In mancanza del superclasico, poi, spiccano le gare con le altre grandi d'Argentina: alla quarta contro il San Lorenzo, la settimana dopo in casa dell'Independiente e all'ultima contro l'All Boys.
Il calendario del Clausura, invece, prevede le giornate disposte nello stesso ordine con gare invertite, ma le date saranno rese note soltanto a inizio 2012.
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latinoamericana
domenica 10 luglio 2011
una rara maglia da trasferta del napoli d'inizio anni ottanta
In questo periodo, tutte le squadre italiane ed estere presentano le nuove maglie con le quali affronteranno l'imminente stagione calcistica.
Ebbene, spulciando attraverso la Rete, ho trovato questa maglia da trasferta del Napoli d'inizio anni Ottanta, pochissimo utilizzata e presto dimenticata. Non c'è che dire: davvero molto molto originale... (d.d.p.)
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