mercoledì 28 settembre 2011

la sicurezza europea del napoli sorprende anche il villarreal

Di Diego Del Pozzo

Continua alla grande la campagna europea del Napoli 2011-2012, che nasconde ottimamente la scarsa abitudine al massimo palcoscenico continentale, assente dal San Paolo da ben ventuno anni, dietro una condizione atletica straripante e una enorme voglia di stupire. Così, dopo il bellissimo pareggio esterno col Manchester City, fa le spese della sfrontatezza azzurra anche il Villarreal, che esce sconfitto da Fuorigrotta con un 2-0 che non ammette repliche e, anzi, va persino stretto agli uomini di Walter Mazzarri.
Ritmi elevatissimi, pressing feroce a centrocampo, movimento perpetuo di tutti e undici gli uomini in campo (a partire dalle tre stelle dell'attacco partenopeo, generosissime come l'ultimo dei gregari): sono questi gli ingredienti della chiara vittoria del Napoli, capace di schiacciare costantemente gli spagnoli - ben più esperti a livello di Champions League - nella propria metà campo, fino all'inevitabile uno-due scaturito in pochi minuti da due giocate di Lavezzi, che prima ha servito Hamsik, lesto a battere a rete da solo in area; poi s'è procurato il rigore trasformato da Cavani.
Certo, questo Villarreal sembra soltanto un lontano parente della squadra che, appena un anno fa, aveva eliminato gli azzurri dall'Europa League. Ma, in ogni caso, la sicurezza che il Napoli continua a mostrare sul palcoscenico della Champions League impressiona e fa ben sperare per il futuro, nonostante il difficilissimo girone nel quale si trovano gli azzurri.

lunedì 26 settembre 2011

il napoli fa 0-0 in casa con la fiorentina di un grande cerci

Di Diego Del Pozzo

Sabato sera, il Napoli ha confermato la sua idiosincrasia nei confronti delle squadre che vengono al San Paolo per difendersi con undici elementi dietro la linea della palla, pareggiando 0-0 contro una peraltro ottima Fiorentina (nella foto, un duello tra Gargano e Jovetic). Rispetto ad altri match casalinghi "sfortunati" degli azzurri, però, stavolta gli avversari hanno anche punto con pericolosità, sfiorando il gol in diverse occasioni, grazie soprattutto a un Alessio Cerci straripante sulla fascia destra dell'attacco viola.
Certo, se l'arbitro avesse concesso i due rigori netti
che c'erano a favore del Napoli, la squadra di Mihailovic sarebbe poi stata costretta ad aprirsi per inseguire il gol del pari e, dunque, a concedere maggiori spazi ai velocisti azzurri, con conseguenze potenzialmente letali. Comunque, anche questo pari tra le mura amiche rappresenta un piccolo tributo da pagare sull'altare della Champions League, che da qui almeno fino a dicembre assorbirà soprattutto energie nervose da atleti, come quelli del Napoli, poco abituati a un palcoscenico tanto prestigioso e usurante.

Ps: Ha fatto benissimo Mazzarri a confermare Fideleff nell'undici titolare, in modo da fargli superare subito la delusione di Verona. Però, purtroppo, stavolta il giovane difensore argentino ha deluso più che contro il Chievo, costringendo il tecnico azzurro a sostituirlo col più scafato Totò Aronica. Comunque, lo rivedremo senz'altro...

sabato 24 settembre 2011

napoli: mazzarri ha fatto bene a fare turnover a verona!

Di Diego Del Pozzo

Nonostante la sconfitta per 1-0 a Verona col Chievo (in un turno infrasettimanale che, comunque, non ha fatto troppi danni), col massiccio turnover che tanto ha fatto discutere, io continuo a essere dalla parte di Walter Mazzarri e a condividerne totalmente le scelte. Quella di Verona, infatti, era la partita ideale, oltre che l'unica di questo periodo iniziale della stagione, per testare la consistenza reale di alcune cosiddette riserve, più che per far riposare i titolari. Mazzarri aveva bisogno di risposte certe, con i tre punti in palio, sull'affidabilità dei vari Fernandez, Fideleff (nella foto), Santana, Pandev. E certo non poteva chiederle ai match contro Fiorentina, Villarreal in Champions League, o Inter.
Ebbene, nonostante la sconfitta - ma la gara doveva finire tranquillamente 0-0 - l'unico bocciato certo è Goran Pandev, che è totalmente fuori condizione e va recuperato atleticamente in modo da poter fare la differenza con la sua classe ed esperienza (anche internazionale). Per il resto, gli altri presunti rincalzi hanno pienamente superato l'esame: in particolare, il biondo centrale di sinistra Ignacio Fideleff, che fino al momento del clamoroso, sfortunato e, purtroppo, decisivo errore difensivo era stato nettamente il migliore in campo.
Adesso, dunque, il tecnico partenopeo sa di poter contare su alternative in più rispetto a quelle già rodate (Zuniga, Dzemaili, Mascara) e può dire di aver ottenuto l'obiettivo che si era prefissato con la trasferta di Verona. Anzi, conoscendo Mazzarri, sono certo che riproporrà Fideleff dal primo minuto anche stasera contro la Fiorentina, in modo da fargli archiviare in fretta l'incidente che ha provocato la rete di Moscardelli del Chievo. E' così che si guida un gruppo e lo si fa crescere.

giovedì 22 settembre 2011

caos inter: gasperini, ranieri, moratti e... moggi!

Di Diego Del Pozzo

I "senatori" dell'Inter sono riusciti nel loro intento e hanno fatto esonerare Giampiero Gasperini, dopo appena novanta giorni alla guida della squadra nerazzurra. E' ovvio, comunque, che l'allenatore piemontese ci ha messo del suo, con scelte forzate e immotivate (difesa a tre, Sneijder a centrocampo, Pazzini sempre fuori...) che ne hanno ulteriormente compromesso il rapporto con i veri allenatori interisti in campo: Javier Zanetti ed Esteban Cambiasso. Certo, però, nonostante tutto ciò, che vedere scene come quella di martedì sera a Novara, con Cambiasso che impone a Ranocchia di passare alla difesa a quattro "perché lo dico io...", fa davvero pensare male. Inqualificabile, poi, è stato il comportamento della società e, in testa, del presidente Moratti, sempre lontanissimi da un tecnico che, in ogni caso, avevano scelto loro, assieme al suo progetto tecnico-tattico.
Comunque, per rimettere assieme i cocci della gioielleria nerazzurra è stato chiamato il miglior allenatore italiano disponibile su piazza, quel Claudio Ranieri (qui nella foto, mentre dirige il suo primo allenamento ad Appiano Gentile) perfetto per missioni di questo tipo, anche se sarà strano vederlo seduto sulla panchina della squadra che, in questi anni, ha contrastato prima alla guida della Juve e poi con la Roma.
E proprio a proposito del passato juventino di Ranieri, argomento che ha già fatto storcere il naso a troppi puristi interisti, mi piace ridare qui il giusto peso a quel passato. Alla guida di una Juventus mai sentita sua fino in fondo, l'allenatore romano pagò, ancora una volta, il pessimo rapporto con lo storico nemico Luciano Moggi. Se si riflette in maniera obiettiva, infatti, non si può fare a meno di riconoscere come sia stato proprio "Lucky Luciano" - che, all'epoca, negli ambienti juventini interni ed esterni alla società contava ancora molto (Alessio Secco, Tuttosport, i tifosi, Del Piero...) - a contribuire massicciamente al montare di quel clima da "terra bruciata" sviluppatosi innaturalmente attorno a Ranieri, fino al culmine dell'incontro segreto (segreto?) tra Blanc e Lippi e della ridicola e offensiva cacciata a due giornate dalla fine della sua seconda stagione, in favore del lippiano Ciro Ferrara, quando uno dei due match ancora da disputare era nientepopodimenoche "l'amichevole" stagionale col Siena. Insomma, Claudio Ranieri non può essere considerato per nulla "juventino" e, anzi, proprio questa sua scarsa "appartenenza" non gli ha consentito di resistere più a lungo in quell'ambiente a lui abbastanza ostile.
Dunque, anche per questo motivo, oltre che per il 4-3-1-2 che riproporrà immediatamente, per l'Inter attuale rappresenta la migliore scelta possibile...

martedì 20 settembre 2011

napoli: stracciato il milan (3-1) e mandato già a cinque punti...

Di Diego Del Pozzo

Il Milan B appesantito dagli anni e dalle tante assenze non può nulla contro il Napoli A, carico emotivamente (dopo il prestigioso pari di Champions in casa del Manchester City) e atleticamente (grazie al lavoro del sempre più bravo preparatore Pondrelli). E, infatti, il big match della terza giornata di Serie A (la seconda effettiva, a causa dello sciopero), andato in scena al San Paolo domenica sera come posticipo, ha avuto ben poca storia, nonostante una partenza un po' frenata e timida degli azzurri, che non per caso avevano subito la rete di Aquilani.Poi, però, la voglia di rimontare il risultato e dare ai tifosi la prima soddisfazione della stagione ha caricato gli uomini di Mazzarri, forse addirittura ben oltre il necessario. Così, si sono scatenati gli uomini di maggior classe ed esperienza della squadra: l'ottimo Gargano (autore di una prova maiuscola in mezzo al campo, nonché del bellissimo assist per il 2-1), un generosissimo Pocho Lavezzi più forte dei suoi acciacchi, un Hamsik sempre più calciatore totale, un Inler tignosissimo ma sempre lucido e, soprattutto, l'eroe della serata, quel Matador Edinson Cavani (nella foto qui sopra) autore di una straordinaria tripletta tutta al volo capace di schiantare i rossoneri senza possibilità d'appello. E, tra l'altro, l'attaccante uruguayano è giunto alla quinta tripletta in un anno con la maglia azzurra (una nella scorsa Europa League e le altre in Serie A: l'anno scorso contro Juventus, Sampdoria e Lazio, quest'anno al Milan).
E, dopo appena due match disputati, tra azzurri e rossoneri ci sono già cinque punti di differenza in classifica.

domenica 18 settembre 2011

un bel profilo di gokhan inler da un esperto di calcio elvetico

Di Carlo Pizzigoni
(Max - 18 settembre 2011)

Se il Napoli è oggi la squadra con più appeal d’Italia non è solo merito dei tre tenori davanti, Hamsik, Lavezzi e il bomber Cavani. La certezza che la squadra di Mazzarri sia competitiva ad alto livello in Europa, dopo il pareggio a Manchester contro il City plurimiliardario di Roberto Mancini, è dovuta anche al fatto che è arrivato un nuovo direttore d’orchestra in mezzo al campo, il (mezzo) turco napoletano Gökhan Inler. Niente però atteggiamento sopra le righe alla Totò, Inler fuori dal campo è una persona fin troppo seria, tanto che per animare la conferenza stampa di presentazione il presidente Aurelio De Laurentiis gli ha messo in testa una maschera da leone.Avranno sorriso su a Olten, nel nord della Svizzera, dove nacque il movimento letterario più celebre della storia elvetica contemporanea, con Friedrich Dürrenmatt e Max Frisch. A Olten lo conoscono Gökhan, lo hanno visto crescere: figlio di una famiglia turca, esultarono quando giovanissimo era quasi certo il suo passaggio al Fenerbahce di Istanbul. E invece Inler rimase in Svizzera, e grazie alla Svizzera si è affermato: dopo essere stato scartato dal Basilea è Lucien Favre a scoprirlo e lanciarlo nello Zurigo. Favre, probabilmente il miglior allenatore della Svizzera dei nostri lustri (sta facendo un lavoro eccezionale anche al Borussia Mönchengladbach, quest’anno), tira fuori da Inler il meglio da questo ragazzo taciturno, introverso, (troppo) sensibile, incline all’apatia ma dai mezzi tecnici fenomenali.
Il sangue turco, l’educazione (anche sportiva) svizzera ha sortito un mix unico, da maneggiare con cura: soprattutto da sollecitare con i giusti toni. A Udine lo hanno scovato prima di tutti, allo Zurigo, dove giocava con Dzemaili (ora suo compagno al Napoli) e con il più talentuoso di tutti Margairaz, che come da copione si è perso, e lo hanno gestito in maniera perfetta, stimolandolo quando era il caso, costruendo anche moralmente il giocatore. La scelta della Nazionale ha un po’ deluso tanti fratelli turchi, Inler ha preferito la Svizzera, quando quasi tutti i giocatori con doppio passaporto (da Kuzmanovic a Rakitic) sceglievano di allontanarsi da Berna. Chi si attendeva da Inler un proclama, dopo questa preferenza, non lo conosce: “Ehm, veramente ho scelto chi mi ha chiamato prima!”. Gökhan Inler è un centrocampista che sa fare tutto e lo sa fare bene, è un cristallo da lucidare costantemente e con cura, brillerà, e con lui il Napoli.

venerdì 16 settembre 2011

champions league: il napoli può essere aiutato dal calendario

Di Diego Del Pozzo

Nonostante il brillante esordio a Manchester, il girone di Champions League del Napoli continua a essere oggettivamente difficilissimo. Una mano agli azzurri, però, potrebbe arrivare dalla composizione del calendario.
E proprio questo era uno dei motivi che mi rendeva fiducioso in vista dell’esordio al City of Manchester Stadium, poi superato in maniera assolutamente brillante (nella foto, Inler e Campagnaro fermano Aguero). In ottica Champions, infatti, il principale difetto degli uomini di Mazzarri, dopo una campagna acquisti estiva che aveva certamente rafforzato la rosa dal punto di vista tecnico, poteva essere quello dell’inesperienza a certi livelli, con conseguente emozione da mettere in conto quantomeno in occasione delle prime uscite. E, da questo punto di vista, esordire in trasferta a Manchester, contro una squadra a sua volta assente dalla massima competizione europea da più di quarant’anni e dotata di un blasone tranquillamente paragonabile a quello partenopeo, era sicuramente da preferire piuttosto che farlo, per esempio, contro il Bayern all’Allianz Arena.
Scorrendo il calendario, poi, il secondo match in casa col Villarreal - cioè quello, sulla carta, meno ostico rispetto agli altri - potrebbe fare da trampolino di lancio per le ambizioni europee azzurre, che sarebbero poi messe definitivamente alla prova alla terza giornata, ancora al San Paolo (in un contesto ambientale, presumibilmente, traboccante di entusiasmo), dal Bayern Monaco. La proibitiva trasferta in Germania, quindi, giungerebbe quando il Napoli dovrebbe aver già preso familiarità con la massima competizione europea per club e, dunque, potrebbe risultare meno temibile dal punto di vista perlomeno psicologico. La rivincita della scorsa Europa League a Vila-Real e la conclusione-spareggio in casa col Manchester City già bloccato a domicilio potrebbero, a quel punto, certificare l’inatteso passaggio del Napoli alla fase a eliminazione diretta. E, per qualificarsi in un girone tanto equilibrato, potrebbero bastare anche soltanto 8 punti, magari frutto di due vittorie (Villarreal e City in casa), due pareggi (quello già ottenuto a Manchester e uno in casa col Bayern) e due sconfitte (a Monaco e Vila-Real).

giovedì 15 settembre 2011

champions league: grande esordio per il napoli!

Di Alberto Cerruti
(La Gazzetta dello Sport - 15 settembre 2011)

Grazie Napoli. Grazie per aver giocato la partita più bella delle tre italiane in Champions. E pazienza se alla fine è arrivato "soltanto" un pareggio, che tutti i 2.500 tifosi arrivati fin qui avrebbero firmato alla vigilia. Negli occhi di chi ha preso freddo in tribuna o di chi ha visto la partita in tv, rimarrà per sempre il ricordo di un Napoli da applausi che ha giocato con la personalità della grande squadra, non con la paura della debuttante, o semplicemente con la consapevolezza di essere sfavorita nei 90' e per il passaggio agli ottavi. E il merito ancora una volta è di Mazzarri, che si conferma un signor allenatore capace di caricare tutti e di scegliere la formazione meno scontata ma più giusta, con Zuniga e Gargano al posto di Dossena e Dzemaili. E poi ci sono i meriti dei giocatori, a cominciare da capitan Cannavaro, con l'unica eccezione di De Sanctis che lascia passare sul primo palo la punizione dell'1-1 di Kolarov. Peccato, perché solo 6 minuti prima il gol di Cavani (nella foto) aveva regalato il sogno di una clamorosa ma meritata vittoria. Anche se stavolta, più del risultato, in prospettiva europea conta la prova di maturità della squadra.
Ventuno anni di lontananza da quella che allora si chiamava Coppa dei Campioni erano tanti per il Napoli, ma erano pochi rispetto ai 43 di assenza del City. E allora per celebrare il suo doppio debutto, in Champions e in casa, il grande schermo scalda l'attesa proiettando immagini del passato europeo degli antenati di Dzeko e Aguero. Tra i tanti gol si vedono anche quelli rifilati al milanista Albertosi in una partita di Coppa Uefa del 6 dicembre 1978 vinta 3-0, anch'essa storica perché fu l'ultima in Europa di Rivera. I trionfi del passato però caricano soltanto i tifosi della squadra di Mancini, che rispetto all'ultima passeggiata contro il Wigan ritrova Zabaleta, Kolarov, Nasri e Dzeko. Tra i due bentornati nella coppa dei ricchi, il City conferma di avere più uomini di classe e più voglia di arrivare subito al sodo. Il Napoli, però, fa capire subito di non lasciarsi intimorire, evitando di farsi schiacciare oltre i limiti della decenza.
Con il gigante Tourè padrone in mezzo al campo al fianco di Barry, alle spalle del trio Silva-Aguero-Nasri a supporto di Dzeko, il City fa paura quando parte in velocità. Al momento del dunque, però, c'è sempre una gamba di Campagnaro e Aronica, oppure la testa di Cannavaro ad anticipare gli uomini di Mancini, troppo dipendenti dal folletto spagnolo Silva, che sembra un incrocio tra Xavi e Iniesta. Rinfrancato dalla grande concentrazione di Zuniga e dal movimento continuo di Gargano, al fianco del preziosissimo Inler, il Napoli ha sempre la forza di ripartire. E quando al 18' Zuniga smarca Lavezzi, solo la sfortuna nega il gol all'argentino che calcia benissimo, ma vede il suo pallone finire sulla traversa. Proprio Lavezzi, però, regala da un angolo un pallone a Tourè che va via da solo e dopo aver scambiato con Aguero pareggia il conto delle traverse.
Superato senza danni il primo tempo, il Napoli acquista fiducia crescendo alla distanza come le grandi squadre. Hamsik calcia a colpo sicuro, ma trova Kompany che respinge sulla linea il suo pallone. E' il segnale che spaventa e frena il City, mentre Mazzarri è costretto a inserire Dzemaili al posto dell'acciaccato Lavezzi. E proprio l'ultimo arrivato squarcia la difesa avversaria con le sue discese, sfiorando il gol. Poi è Maggio che in contropiede consegna a Cavani il pallone dell'1-0. Sembra fatta, ma il City ha un sussulto di orgoglio. Aguero colpisce la traversa, poi è Kolarov su punizione a sorprendere De Sanctis sul primo palo. Un'altra squadra si spegnerebbe, ma non il Napoli che riprende ad attaccare, anche quando Mancini, senza lo squalificato Balotelli, inserisce Tevez al posto di Dzeko. Niente da fare: è il City ad arrendersi alla squadra di Mazzarri, non il contrario. E allora grazie Napoli e avanti così. Perché questo è soltanto l'inizio.

martedì 13 settembre 2011

pensiero della settimana: cosa fa uno juventino...

Cosa fa uno juventino il martedì, mercoledì e giovedì sera? Va a dormire presto... (d.d.p.)

domenica 11 settembre 2011

serie a: buon esordio per il napoli, che vince 3-1 a cesena

Di Diego Del Pozzo

Buon inizio di stagione per il Napoli di Walter Mazzarri, vittorioso 3-1 in trasferta sul sintetico del "Manuzzi" di Cesena, grazie a un secondo tempo condotto con l'autorevolezza della grande squadra, seppur contro un'avversaria ridotta in dieci in seguito a un'espulsione.
Dopo essere passato subito in vantaggio col Pocho Lavezzi, lanciato da un astuto assist da fallo laterale alla Rory Delap di un ottimo Hugo Campagnaro (autore del secondo gol azzurro e, comunque, miglior uomo in campo), il Napoli s'è prima fatto raggiungere da Guana, poi ha persino rischiato qualcosina, quindi - nella seconda metà - ha stretto la squadra di Giampaolo nella propria metà campo, costruendo numerose occasioni da rete e siglandone due, con Campagnaro e Marek Hamsik.
La prima pratica in trasferta, quindi, è stata archiviata positivamente e a far sorridere sono la consueta notevole condizione atletica, la presenza "tosta" e qualitativa di Gokhan Inler in mezzo al campo e l'accelerazione collettiva che, a un certo punto del secondo tempo, ha consentito di spaccare il match in due.