lunedì 21 settembre 2009

serie a: il decalogo del week-end

Di Diego Del Pozzo

Ecco le dieci cose secondo me più interessanti verificatesi nel week-end calcistico di Serie A.
1) La Sampdoria capolista di Gigi Del Neri (qui sopra, l'esultanza dei giocatori durante la partita col Siena) sta continuando a dare ragione al mio pronostico di inizio stagione, confermandosi nel ruolo di squadra-rivelazione del campionato, anche se ritengo che tale definizione sia riduttiva visti il valore della rosa blucerchiata e la qualità del calcio espresso finora. Del Neri si dimostra, una volta di più, grande allenatore, capace di dare un gioco personale alle proprie squadre e di renderle efficaci e spettacolari al tempo stesso. Il suo lavoro si sta rivelando particolarmente redditizio, come da tradizione, con gli esterni di centrocampo, in particolar modo con l'ottimo Daniele Mannini di queste settimane (già da Nazionale?). Al resto, ovviamente, pensa un Antonio Cassano geniale come non mai e sempre più continuo.
2) La Roma schianta la Fiorentina nel posticipo e ritrova gioco e risultati: bravo Ranieri, ma tutto passa per i piedi e la testa di Totti (nella foto qui sopra) e il cuore di De Rossi. Io, però, non sopravvaluterei troppo questa vittoria, ottenuta contro la solita Fiorentina cronicamente incapace di coniugare campionato e Champions League. Scommetto che i viola, anche quest'anno, voleranno nella seconda parte di stagione, una volta eliminati dall'Europa che conta.
3) Il Milan batte il Bologna caricandosi con l'inno della Champions negli spogliatoi e, soprattutto, facendo a meno dello zavorrante Ronaldinho di questi ultimi anni: buona l'intuizione di Abate terzino destro "alla Maicon", confermata la ripresa di Nesta, incoraggianti i progressi di Pirlo senza Ronie. Insomma, il Diavolo pian pianino potrebbe anche tornare a far paura.
4) Giampiero Ventura continua a dare spettacolo e a ottenere risultati col suo Bari (qui sotto, nella foto), grazie a un calcio piacevole e propositivo già visto due stagioni fa nel 4-2-4 adottato alla guida del Pisa neo-promosso in Serie B, il quale avrebbe, forse, addirittura conquistato la massima serie senza la lunga catena di infortuni del finale di stagione.
5) Colui che è stato in ballottaggio con Ciro Ferrara fino all'ultimo, per la panchina della Juventus, torna ad allenare a un mese di distanza dall'addio al Bari portato in Serie A. Antonio Conte, infatti, rileva oggi l'esonerato Angelo Gregucci alla guida di un'Atalanta fin qui disastrosa. I risultati ottenuti finora in carriera lasciano ben sperare e incuriosiscono riguardo all'impatto che Conte potrà avere su una squadra non priva di giocatori di talento.
6) E a proposito di Juve, assieme alla scoppiettante Sampdoria c'è proprio la Vecchia Signora in testa alla classifica di Serie A: concreta, solida, efficacissima, ordinata, grintosa. Ma, soprattutto, con un ritrovato Gigi Buffon tra i pali: dopo le critiche della passata stagione, è evidente che il portiere della Nazionale italiana ha deciso di riconquistare lo scettro di miglior estremo difensore del globo terracqueo, proprio nell'anno dei Mondiali.
7) L'anno scorso, il Cagliari di Max Allegri partì con cinque sconfitte nelle prime cinque giornate di campionato, per poi stupire e incantare tutti. Quest'anno ha già fatto meglio, con un punto nelle prime quattro. Ieri ha dominato l'Inter al Sant'Elia e avrebbe certamente meritato la vittoria, invece che un'allucinante sconfitta: la qualità del gioco è già quella, spettacolare, della passata stagione e anche la condizione sta ritornando a ottimi livelli. Insomma, da ora in poi attenti al Cagliari!
8) Il solito, irredimibile José Mourinho è sempre più nervoso e si fa espellere durante la partita di Cagliari (qui sopra, uno dei due gol del decisivo Diego Milito): un turno di squalifica e 15.000 euro di multa, comminatigli oggi per i pesanti e reiterati insulti all'arbitro. Che il portoghese abbia capito, dopo il confronto diretto di mercoledì sera col Barcellona, che anche quest'anno la Champions League resterà una chimera, nonostante la rosa fortissima a sua disposizione? Intanto, la qualità di gioco è data ancora per dispersa...
9) Tornando alla Sampdoria, ieri ha giocato la sua prima gara dall'inizio il giovane e promettentissimo centrocampista diciannovenne Andrea Poli: annotiamoci tutti il suo nome, perché in futuro lo sentiremo molto spesso.
10) E, dulcis in fundo, il Napoli. C'è sempre più confusione sotto al Vesuvio, come avrà notato chi ha avuto la sfortuna di assistere a Napoli-Udinese 0-0. Nonostante la faraonica (?) campagna acquisti estiva, infatti, la squadra di Roberto Donadoni è ancora chiaramente incompleta e va avanti tra pericolosi equivoci tecnico-tattici: a) Chi ha avallato la cessione di Mannini in comproprietà alla Sampdoria, privando la squadra dell'unico giocatore in rosa capace di giocare esterno sinistro nel 3-5-2, assicurando qualità e risultati sia in fase offensiva che difensiva? b) Chi non lo ha sostituito sul mercato, privando la squadra anche di un buon rincalzo come il giovane Vitale (in prestito al Livorno), lasciando il fronte sinistro di un centrocampo a cinque in mano ai soli Datolo (un'ala pura) e Aronica (un onesto terzino), entrambi da adattare in un ruolo non loro? c) Chi ha deciso di spendere 8.5 milioni di euro per acquistare un ottimo terzino destro da 4-4-2 come Zuniga, che però nel centrocampo a cinque del Napoli non avrebbe potuto far altro che giocare nell'identico ruolo già coperto da una delle stelle della squadra, cioè Christian Maggio? Si è acquistata una riserva per quella cifra esorbitante? Non sarebbe stato più saggio spendere quei soldi per la fascia sinistra, essendo la destra già coperta adeguatamente? d) Come può, una squadra ambiziosa com'è il Napoli, giocare con un centrocampo tanto leggero quanto quello composto da Gargano-Cigarini-Hamsik? Chi dà peso e fisicità? e) Non servirebbe anche un attaccante di maggior peso e atletismo, magari un Denis più forte, in modo da variare il modo di attaccare della squadra e, soprattutto, evitare l'assurdo logico dei continui cross dalle fasce senza nessuno in grado di intercettarli di testa? f) Come si può impedire che il gioco del Napoli dipenda totalmente dalle lune di Lavezzi, senza un ordine, una logica, un po' di varietà? A tutte queste domande, purtroppo, non è ancora riuscito a dare una risposta sul campo un sempre più confuso Donadoni, che si sta dimostrando l'allenatore meno adatto per una piazza come Napoli. I problemi veri, però, nascono dalle scelte di una dirigenza non sempre all'altezza: vero De Laurentiis e Marino?

domenica 20 settembre 2009

il ritorno di michael owen e un grande ryan giggs

Di Diego Del Pozzo

Alla fine, è stato proprio lui a decidere il palpitante centocinquantatreesimo derby della città di Manchester: il redivivo Michael Owen.
L'attaccante ex Pallone d'Oro, principale scommessa estiva di sir Alex Ferguson, ha siglato al minuto 96 il bellissimo gol della vittoria per il suo nuovo club, il Manchester United, mostrando nuovamente quelle doti di opportunismo e velocità d'esecuzione che lo avevano reso famoso, prima dei tanti gravi infortuni subìti in questi ultimi anni.
Era entrato in campo al 23' del secondo tempo, Owen, ma ha saputo subito essere decisivo: e così, proprio grazie a lui, i Red Devils sono riusciti a battere il Manchester City con un incredibile 4-3 ben oltre lo scadere di quello che era stato il recupero prima annunciato dall'arbitro Atkinson, dopo che i Citizens avevano a loro volta ritrovato il pareggio (3-3) proprio al novantesimo minuto.
Il match dell'Old Trafford è stato bello e combattuto, giocato con straordinaria intensità da tutte e due le squadre, con in ballo una supremazia cittadina che quest'anno, Chelsea permettendo, potrebbe voler dire anche vittoria in Premier League. United e City, infatti, sono due grandi team, pronti, rispettivamente, a confermarsi ai vertici e a inserirvisi in maniera definitiva. La partita odierna, comunque, l'ha condotta quasi costantemente la squadra di sir Alex, ben guidata da un Ryan Giggs in forma smagliante (sembra che abbia sempre vent'anni!), autore di ben tre assist (compreso quello, sontuoso, del 4-3) e di una gara tutta corsa, tecnica, cervello e personalità: ancora una volta, è stato lui il "cuore" dello United, l'eterno ragazzino mancuniano doc - seppur di mamma gallese, per la quale ha scelto una nazionalità che, forse, gli ha fatto perdere almeno un paio di Palloni d'Oro e un Mondiale col National Team dei Tre Leoni - scoperto anni fa da Ferguson e trasformato nel simbolo glorioso di un'epopea di successi, unico trait d'union tra il primissimo Manchester vincente dell'allenatore scozzese e quest'ultimo ancora ai vertici, vent'anni dopo, in Inghilterra e in Europa.
In quanto al Manchester City, va sottolineato come abbia confermato la nuova solidità derivante da un calciomercato ancora una volta lussuoso ma finalmente pure razionale: soltanto la difesa, però, andrebbe registrata molto meglio rispetto a oggi pomeriggio, a meno che i Citizens non vogliano contare sempre sui miracoli di uno Shay Given anche ieri migliore dei suoi. Altra conferma, poi, è quella riguardante il manager: con tale patrimonio tecnico, infatti, il City necessiterebbe di un allenatore di ben altro livello tecnico e ben altro carisma - anche nei confronti degli arbitri - rispetto all'onesto Mark Hughes. Oggi, comunque, la seconda squadra di Manchester ha pagato pure l'assenza del suo giocatore più rappresentativo e più in forma, quell'Emmanuel Adebayor squalificato per tre turni in seguito all'inqualificabile comportamento tenuto durante il precedente match contro l'Arsenal: ci fosse stato il centravanti togolese, forse anche il derby di oggi pomeriggio sarebbe potuto finire in modo diverso.

sabato 19 settembre 2009

il calcio in hd secondo mediaset premium

Di Davide Cerbone

Si chiama Tele System TS7900HD e, al momento, è più introvabile di Osama Bin Laden. Perché? Semplice. È uno dei pochissimi decoder certificati per l’alta definizione in digitale terrestre. E ora che dilaga la smania dell’hd (un suffisso che di questi tempi sta bene vicino a ogni cosa, come xp fino a un paio di anni fa), tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Ma solo pochissimi sono riusciti a metterci le mani sopra.
Certo, alcuni televisori di ultimissima generazione sono provvisti di decoder hd. Basta comprare uno di quelli, direte. E invece no: perché nessuno dei modelli attualmente in commercio è adatto a ricevere in alta definizione i canali criptati. In pratica: neanche con un televisore che reca tra le specifiche l’allettante marchio Dgtv HD vedrete in alta risoluzione le (poche) partite trasmesse in hd da Mediaset Premium. Per proteggere i propri dati criptati e scongiurare la pirateria, infatti, Mediaset ha deciso di saltare a piè pari la codifica CI (common interface) per ricorrere alla nuova CI+ (common interface plus). Il che rende obsoleti in un sol colpo perfino i tv lcd che occupano i posti d’onore sugli scaffali delle catene di elettronica e di informatica: nessuno di questi, oggi, integra il sistema CI+.
A meno che non si voglia attendere l’uscita della prossima generazione di televisori (dando per scontato che questi prevedano un modulo digitale terrestre hd CI+) serve, dunque, un decoder esterno (o una cam) hd. Il Tele System, appunto. Che, venduto al prezzo non proprio modico di 169 euro, monta un processore BROADCOM da 400 MHz, presa ethernet per la connessione a banda larga con modem V90, memoria RAM da 256 Mb e doppio lettore smart card. In alternativa, ci si può avventurare nella ricerca di uno degli altri due o tre apparecchi dei quali si trova traccia soltanto su internet (attenzione: anche in quel caso bisogna aver cura di sceglierne uno con codifica CI+). Basta farsi un giro in qualche negozio, del resto, per avere la prova empirica di come la confusione regni sovrana: nessun commesso sarà in grado di dirvi quando arriveranno i nuovi decoder hd compatibili con le offerte di Mediaset.
Il punto, però, è anche - o soprattutto - un altro: la quantità di banda della quale Premium dispone è decisamente insufficiente per le trasmissioni in alta definizione. Tanto che, per rispondere all’offerta del calcio in hd di Sky (che pare abbia comunque una risoluzione leggermente più alta), Mediaset ha dovuto limitarsi ad anticipi e posticipi. Quelli mandati in onda su Premium Calcio HD, infatti, essendo in beata solitudine, possono occupare gli “spazi” lasciati liberi dagli altri canali Premium Calcio. Ecco perché, fin quando questi limiti tecnici non saranno superati, difficilmente vedremo più di una partita alla volta in alta definizione sui canali a pagamento di Berlusconi.
Insomma, è un’alta definizione con tanti “se” e tanti “ma”. Giusto il minimo indispensabile per aggiungere quelle due magiche consonanti sulle locandine e negli spot.

venerdì 18 settembre 2009

coppe europee: l'italia va sempre peggio

Di Diego Del Pozzo

Da deludente che era dopo la due giorni di Champions League, il bilancio delle squadre italiane impegnate nelle competizioni europee diventa disastroso dopo il giovedì dedicato alla neonata Europa League (la ex Coppa Uefa, o se preferite la Serie B del futuro Campionato Europeo per Club).
Ieri sera, infatti, soltanto il Genoa - che, in questo periodo, è davvero in forma smagliante - ha fatto il proprio dovere, superando lo Slavia Praga con un secco 2-0, ottenuto al termine della consueta partita casalinga impressionante per grinta e capacità di intimorire l'avversario con la forza del gioco. Per il resto, invece, le due romane sono state sconfitte da avversarie che, sulla carta, potevano sembrare inferiori: 2-0 la Roma a Basilea (nella foto sopra), 1-2 suicida la Lazio contro il Red Bull Salisburgo, comunque due club ambiziosi e appartenenti al gruppetto degli emergenti a livello europeo.
Se il buongiorno si vede dal mattino, dunque, il terzo posto dell'Italia nel ranking Uefa - l'ultima posizione, cioè, che dà diritto alla quarta squadra in Champions League - appare davvero in pericolo, soprattutto se la Germania farà in Europa League ciò che, negli ultimi anni, ha fatto in Coppa Uefa, un torneo nel quale, in questi anni, le squadre tedesche hanno sempre ben figurato e sono arrivate molto avanti, a differenza delle italiane. Proprio la Germania, infatti, segue l'Italia nel ranking Uefa, distanziata di pochissimo. Insomma, il sorpasso potrebbe avvenire già al termine di questa stagione, con conseguente ufficializzazione del ridimensionamento italiano a livello internazionale.
E per il calcio della Nazionale campione del mondo in carica sarebbe l'ennesimo disastro...

giovedì 17 settembre 2009

argentina: rosario central capolista a sorpresa

Di Diego Del Pozzo

Dopo la quarta giornata, il Torneo Apertura argentino è guidato da una capolista assolutamente inattesa e decisamente sorprendente: il Rosario Central.
Ecco, qui di seguito, i gol del quarto turno, che ha lasciato le Canallas rosarine sole in testa al campionato, dopo la vittoria casalinga contro il Chacarita.

mercoledì 16 settembre 2009

champions league: italiane, magro bilancio

Di Diego Del Pozzo

Bilancio abbastanza deludente, quello delle quattro squadre italiane impegnate nella fase a gironi della Champions League 2009-2010. La prima giornata, infatti, ha portato due pareggi casalinghi (Inter e Juventus), una sconfitta esterna (Fiorentina) e l'unica vittoria del solito Milan da esportazione.
Preoccupa, in particolare, il pari della Juve (1-1), ottimamente controllata a Torino da un Bordeaux tosto, veloce e ben messo in campo dall'allenatore Laurent Blanc: i francesi aspirano legittimamente al passaggio del turno, in un gruppo che dovrebbe avere nel ritrovato Bayern Monaco la favorita per il primo posto.
Di segno più positivo, invece, m'è sembrato il pareggio interno dell'Inter col fortissimo Barcellona campione in carica, che - pur giocando una partita in tono minore - ha portato a casa piuttosto agevolmente un buono 0-0. Il segno positivo, comunque, è rappresentato dall'inedita personalità dei nerazzurri, che pare stiano realmente prendendo le misure alla principale manifestazione calcistica continentale (nella foto qui sopra, un contrasto tra Samuel e Ibrahimovic). L'anno scorso, infatti, un match come questo - dominato per lunghi tratti dall'avversario - l'Inter lo avrebbe perso. Per ora, dunque, è bene accontentarsi di questo piccolo, ma evidente, passo in avanti.
Per quanto riguarda le altre due squadre italiane impegnate tra ieri e oggi, ho ben poco da dire: la Fiorentina continua a non mostrarsi adeguata a un palcoscenico come quello della Champions League, mentre il Milan non dovrebbe avere eccessivi problemi a passare il turno come seconda del suo gruppo (di livello bassino...) alle spalle del Real Madrid "neo-galactico".

martedì 15 settembre 2009

pensiero della settimana: turnover inopportuno

Di Diego Del Pozzo

Perché José Mourinho - che può contare su una rosa composta da venticinque campioni - non attua il turnover dopo le partite delle Nazionali, anche se tre giorni dopo il match di campionato dovrà affrontare il Barcellona in Champions League? E perché Roberto Donadoni - che non può certo contare su una rosa composta da venticinque campioni - decide di praticare, al contrario, un turnover quantomeno inopportuno, peraltro proprio in occasione di quello che potrebbe rivelarsi uno scontro diretto decisivo per l'accesso alle coppe europee?
I vincenti si riconoscono anche in queste circostanze...

lunedì 14 settembre 2009

tagliare tagliavento? bello, ma impossibile!

Di Diego Del Pozzo

Dopo aver riletto il mio articolo di ieri sera, scritto "a caldo" pochi minuti dopo il fischio finale di Genoa-Napoli 4-1, mi ero quasi convinto di aver adottato un punto di vista troppo "da tifoso", in particolare a proposito delle mie critiche all'arbitraggio imbarazzante del signor Tagliavento. Poi, però, stamattina sono stato confortato - si fa per dire! - dalle pagelle pubblicate sui principali quotidiani italiani, accompagnate da giudizi assolutamente poco lusinghieri di tenore simile al mio.
In particolar modo, mi piace segnalare il voto che l'inviato de La Gazzetta dello Sport - quindi, non Il Mattino di Napoli - ha attribuito al disastroso arbitro del match di Marassi: un devastante "3", ulteriormente rafforzato da un commento molto, molto negativo.
Insomma, poiché le nefandezze commesse da Tagliavento sono sotto gli occhi di tutti - tranne che, forse, dei commentatori "buonisti" di Sky - sarebbe bello se il Napoli potesse almeno avere la soddisfazione morale di vedere questo fischietto "tagliato" dagli elenchi di coloro che sono in grado di arbitrare in Serie A. Purtroppo, però, ciò non accadrà mai...
Ps: Nell'elenco di nefandezze che ho compilato ieri va inserita anche, a onor del vero, la mancata espulsione del difensore napoletano Contini, graziato per l'ennesima applicazione della "regola" della compensazione.

domenica 13 settembre 2009

grande genoa, però...

Di Diego Del Pozzo

Una premessa indispensabile: il Genoa ha ampiamente meritato di vincere il match di stasera contro il Napoli, in particolar modo per la grinta e la determinazione con le quali ha affrontato il secondo tempo. Forse, il 4-1 finale può sembrare esagerato, ma la vittoria dei rossoblù non può essere oggetto di discussioni.
Detto ciò, però, diventa impossibile non commentare l'allucinante prestazione dell'arbitro Tagliavento, assolutamente inadeguato al livello della partita, che ha provato in tutti i modi a rovinare. Addirittura, grazie alla sua imbarazzante direzione di gara, a un certo punto del primo tempo si è quasi rischiato di far venir meno l'ultradecennale gemellaggio tra Genoa e Napoli, sicuramente uno tra i più saldi e sinceri del calcio italiano.
Ebbene, l'elenco delle nefandezze commesse dall'arbitro Tagliavento è lungo. Ecco le più eclatanti, in ordine cronologico, con la precisazione che i suoi errori hanno danneggiato tutte e due le squadre, però disorientandole inevitabilmente:
1) Criscito del Genoa non meritava di essere espulso, per un falletto e qualche parolina di troppo;
2) Dopo un precedente fallo del difensore azzurro Campagnaro (ex doriano) sul portiere genoano Amelia, con conseguenti proteste feroci dei giocatori e dei tifosi di casa, lo stesso calciatore del Napoli (ex doriano) veniva espulso immeritatamente, a distanza di una ventina di minuti, per aver in realtà subìto un fallo del genoano Sculli: oltre all'espulsione, decretata a furor di popolo e secondo le regole non scritte della compensazione, il Napoli subìva anche un inesistente rigore; e qui la partita svoltava (si era nel recupero del primo tempo e, così, si andava al riposo sul 1-1 e in dieci contro dieci, invece che sullo 0-1 e con l'uomo in più per la squadra di Donadoni);
3) L'azzurro Maggio veniva ammonito per quello che era chiaramente un grande intervento difensivo, in scivolata sul pallone (deviato in calcio d'angolo);
4) L'altro azzurro Aronica veniva espulso per aver semplicemente assistito a un tuffo in area di un attaccante genoano: Napoli in nove uomini, ancora calcio di rigore e Genoa sul definitivo 4-1.
La squadra di Gasperini, comunque, ha mostrato, ancora una volta, una straordinaria qualità di manovra e una enorme sicurezza nei propri mezzi. L'allenatore rossoblù, da parte sua, ha letto a meraviglia la partita, sostituendo Sculli prima di un'espulsione che sarebbe stata inevitabile di lì a poco (era nervosissimo e l'arbitro lo aveva già graziato sull'azione del primo rigore inesistente), facendogli subentrare il poi decisivo Palacio e facendo inoltre entrare il grande Hernan Crespo, a sua volta decisivo. Dall'altra parte, invece, Donadoni non ha mostrato altrettanta duttilità e capacità di lettura, ritardando l'ingresso in campo di Lavezzi - inspiegabilmente escluso, in una partita di tale importanza - per un inadeguato Pià e segnalandosi per altre scelte piuttosto discutibili. A ciò, poi, si aggiunga la consueta fragilità mentale dei giocatori, ancora una volta - come a Palermo - partiti alla grande e poi persisi quando il clima della contesa s'è fatto arroventato.
Insomma, per il Genoa attuale capolista della Serie A, con Juventus e Sampdoria, l'esame è stato brillantemente superato. Lo stesso, certamente, non può dirsi per un Napoli ancora una volta rimandato a tempi migliori.

sabato 12 settembre 2009

i citizens fanno sul serio

Di Diego Del Pozzo

Nel pomeriggio, la partita del City of Manchester Stadium tra la squadra di casa allenata da Mark Hughes e l'Arsenal di Arsène Wenger è servita come esame di maturità per il City che, a questo punto, può legittimamente aspirare a un ruolo di primo piano nella Premier League di quest'anno.
Il 4-2 finale a favore dei Citizens non dice tutto sulla sicurezza con la quale la squadra di proprietà degli sceicchi ha affrontato il match. Un osservatore neutrale, come non è il sottoscritto, deve aver avuto netta la sensazione che il Manchester City non avrebbe mai potuto perdere questa partita: bei fraseggi veloci, disposizione ordinata in campo, quella sfrontatezza tipica di chi si affaccia ai livelli di vertice dopo tanti anni di delusioni, la coscienza dei propri enormi mezzi (finanziari, innanzitutto...) e, soprattutto, un'ottima qualità degli interpreti.
Dopo una prima stagione, quella passata, trascorsa dagli sceicchi a guardarsi intorno e a provare e riprovare colpi "galattici" rivelatisi regolarmente flop, il Manchester City della stagione agonistica 2009-2010 è stato assemblato, infatti, puntando su giocatori di primo livello che, però, fossero funzionali alle esigenze della squadra e ai ruoli effettivamente da coprire. Si spiega così, dunque, un undici di partenza come quello visto all'opera oggi pomeriggio, schierato secondo il modulo 4-2-3-1: Shay Given tra i pali (cioè, il miglior portiere del campionato inglese); due laterali di difesa come Micah Richards a destra e Wayne Bridge a sinistra (entrambi nel giro del National Team di Fabio Capello); una coppia di centrali difensivi composta da Kolo Touré e dall'ultimo arrivato Lescott; due mediani solidi, dinamici e intelligenti come l'olandese De Jong e il nazionale inglese Gareth Barry; un trio di trequartisti, da destra a sinistra, formato da Wright-Phillips, Ireland e Bellamy; e, last but not least, il fortissimo centravanti togolese Emmanuel Adebayor (peraltro, stupidamente polemico, per tutta la partita, con la sua ex squadra). E va tenuto presente che dall'undici titolare erano assenti altri due uomini decisivi come Robinho e Tevez; e che la riserva di Adebayor si chiama Roque Santa Cruz.
Insomma, forse forse, quest'anno la Premier League assisterà davvero alla nascita di un nuovo Big Team...